12/01/2012
ALLE OLIMPIADI GIOVANILI UN CUNEESE NELLO SKELETON
Brivido e adrenalina,rigorosamente a pancia in giù. Ferdinando Mulassano sarà uno
dei protagonisti della prima edizione dei Giochi olimpici giovanili invernali che si apre oggi in Austria, a Innsbruck...
Classe 1996, Ferdinando vive a Frabosa Sottana e frequenta il secondo anno del Liceo sportivo di Mondovì: sabato 21 scenderà sulla pista austriaca per le gare di skeleton. Alla competizione mondiale giovanile parteciperanno oltre mille atleti, tra i 15 e i 19 anni, provenienti da 70 nazioni. L’Italia sarà presente in 16 discipline con 41 giovani promesse, 21
donne e 20 uomini. Raggiungiamo Ferdinando al telefono durante il ritiro degli azzurri a Trento, dove il team ha ricevuto il saluto del presidente del Coni Giovanni Petrucci poco prima della partenza per l’Austria.
Il giovane atleta frabosano, fratello di Giovanni Mulassano (classe 1985), skeletonista
delle Fiamme Azzurre al momento impegnato nella World Cup (gareggerà domani a Konigssee, in Germania) rappresenterà l’Italia nella disciplina insieme a Guendalina Bergonzoni.
«Ho conosciuto lo skeleton grazie a mio fratello che un anno fa mi ha spinto a provare, poi è nata la passione ed ora eccomi qua - commenta Ferdinando, tesserato al Bob Club Cortina dov’è preparato dal direttore tecnico Orlando Maruggi -. Ho la fortuna di poter contare su mio fratello e sui suoi consigli,soprattutto tecnici. Inoltre mi segue anche d’estate, nella preparazione fisica e negli allenamenti». «Ho già partecipato ad altre competizioni internazionali come le qualifiche e la recente Coppa Europa - aggiunge Mulassano -. In questa occasione cercherò di dare il massimo per ottenere il miglior risultato possibile. Intanto sono in contatto con professori e compagni per essere aggiornato sulle lezioni scolastiche».
Nella sua avventura internazionale Ferdinando è preparato dal tecnico Dany Locati, volto simbolo dello skeleton per cinque volte campionessa italiana e nona, nel 2002, alle Olimpiadi di Salt Lake City.
Una slitta dotata di pattini, testa in avanti, piedi indietro e una pista ghiacciata per
un brivido fino ai 130 chilometri orari. Non ha mai paura? «La paura è normale alle prime discese, poi con l’esperienza passa tutto - risponde il giovane atleta -. Capita di sbagliare e sapere di aver rischiato. Quando si superano i 100 km/orari nulla è certo». Un sogno? «È quello di tutti gli atleti: vincere un’Olimpiade».
La Granda ha un altro grande protagonista nello skeleton internazionale: nel 2010 l’albese Nicola Drocco ha rappresentato l’Italia alle Olimpiadi di Vancouver.ee, in Germania) rappresenterà l’Italia nella disciplina insieme a Guendalina Bergonzoni